lunedì 2 marzo 2009

il denaro "Sterco del demonio"


Titolo: il denaro "Sterco del demonio"

Autore: Massimo Fini
Quarta di copertina: Cos'è il denaro? Quando e perché è nato? Il denaro è una logica affascinante ma tremendamente insidiosa che ha finito per soggiogarci e determinare gli stili, i ritmi, la modalità e gli scopi della nostra vita, disegnando prospettive inquietanti.
Se dal punto di vista individuale il denaro è un credito, preso globalmente è un debito sempre più colossale che stiamo accumulando col futuro.
E' una scommessa continua su se stessa, cioè sul vuoto. Fino a quando potrà continuare il gioco?
Il libro di Massimo Fini è da un lato una storia del denaro rigorosamente documentata, dall'altro è un attacco radicale alla società contemporanea cui il denaro, col suo abnorme sviluppo, è insieme metafora e concretissimo strumento.

Secondo noi: Non è un libro che parli di ambiente o di ecologia, almeno non direttamente. Tuttavia è una riflessione importante sul nostro mondo moderno per diversi motivi. Primo fra tutti è la preveggenza di tale libro nel parlare già nel 2000 (prima edizione) di cose di cui negli anni ci siamo resi più conto, fino ad arrivare ad oggi, alle soglie di una crisi dagli effetti ancora poco immaginabili.

E poi perché affronta un tema che domina la nostra vita e che nei secoli ha cambiato il nostro approccio con la terra, che da fonte di sussistenza è diventata fonte di guadagno, stravolgendo in questo modo anche la nostra sensibilità ambientale. Se difatti prima del denaro la terra (ed il sudore) erano l'unico modo per sopravvivere, oggi non è altro che uno strumento per la speculazione di alcuni. Gli stessi che pur di guadagnare l'avvelenano con concimi chimici, la utilizzano per sotterarci rifiuti e scorie e via dicendo. I contadini conoscevano bene l'importanza della terra. Inquinare un terrena, voleva dire inquinarne i prodotti e di conseguenza chi di quei prodotti si nutriva.

Insomma, in un ottica di decrescita, benché solo lontanamente ne parli, questo è un libro sulla nostra vita, sull'ambiente e sulla società e su come tutte queste cose siano state inquinate dal denaro.

mercoledì 25 febbraio 2009

La scommessa della decrescita

Titolo: La scommessa della decrescita

Autore: Serge Latouche

info: € 16,00 - p. 215

Secondo noi: Le 8 "R" spiegate una per una, con un linguaggio non proprio immediato, in particolar modo in alcuni capitoli più strettamente economici, ma tuttosommato un libro intellegibile dai più.

Dopo Decolonizzare l'immaginario, uno dei libri cardine della produzione di Latouche sulla decrescita. Un difetto di questo libro è quello di affrontare ancora in maniera teorica la tematica della decrescita o, mi spiego meglio, di farla apparire come un qualcosa di distante dalla vita di tutti i giorni. Quasi come se solo governi e società in generale, siano in grado di attuare la decrescita.

Il ruolo dei singoli, per quanto limitato al campo ristretto delle comunità di appartenenza, è comunque importante ed affatto marginale rispetto a quello delle pubbliche amministrazione che, ben inteso, qualora recepissero ed attuassero il piano della Decrescita, avvicinirebbero significativamente il risultato di una nuova economia e di una nuova società.

lunedì 23 febbraio 2009

La decrescita felice

Titolo: La decrescita felice - La qualità della vita non dipende dal PIL

info: €12,00
Secondo noi: Se fino a qualche anno fa era difficile sentir parlare di Decrescita, oggi le pubblicazioni si sono moltiplicate ed il messaggio della Decrescita ha raggiunto una certa diffusione. Tuttavia molti di questi libri hanno ancora un linguaggio poco accessibile ai più. Ecco, uno dei pregi di questo libro è quello non solo di essere un testo scorrevole, ma anche piacevole. Ha un intercedere ironico, che non trascura nessun aspetto della tematica della Decrescita. Affronta sia i problemi quotidiani, che le grandi questioni economiche, portando esempi efficaci e subito comprensibili.

Un altro grande pregio di questo libro è quello di aver tirato un po' le fila del discorso. Dopo tanti manuali che poneva la Decrescita come problematica, arriviamo ad un testo che parla della "soluzione" Decrescita. Un libro che può lasciare un attimo perplesso il neofita alle prime prese con l'argomento, ma che una volta recepito il messaggio, si rende conto della vera portata della Decrescita.

Insomma per il periodo che ci aspetta "La Decrescita Felice" è una sorta di briefing che ci permette di affrontare la crisi, se non più preparati, quantomeno più consapevoli sul da farsi.

*Scarica gratuitamente l'audiolibro da Decrescitafelice.it

La convivialità

Titolo: La convivialità - una proposta libertaria per una politica dei limiti allo sviluppo

Autore: Ivan Illich

Altre info: € 9.50

Secondo noi: questo testo non è certo dei più accessibili, come tutta la produzione di Illich del resto. Tuttavia il suo pensiero è chiaro e viene spesso ripetuto e ripreso da angolazioni diverse, declinato via via nell'industria, nella legge, nella società, ecc.

Nonostante sia uno dei primi libri pubblicati, troviamo un argomentazione sistemica e matura. Tutti i vari aspetti del pensiero di Illich si trovano ben riassunti in questo saggio. Anzi potremmo quasi dire che nel concetto stesso di “Convivialità” si riassume tutto il costrutto logico di Illich.


Un libro che va letto con attenzione, ma che sta alla base di quello che è il pensiero della Decrescita e di tutto ciò che ne discende.



giovedì 19 febbraio 2009

Energia per l'astronave Terra

Titolo: Energia per l'astronave Terra - Quanta ne usiamo, come la produciamo, che cosa ci riserva il futuro

Autori: Nicola Armaroli, Vincenzo Balzani

Altre info: 11,50 €, 240 p.

Quarta di copertina:
"Tutti utilizziamo energia in ogni istante della giornata, magari senza accorgercene, con un'abbondanza mai goduta da nessun'altra generazione nella storia umana. Ma che cos'è l'energia? I nostri consumi possono continuare ad aumentare all'infinito? Quali e quante riserve energetiche ospita ancora l'astronave Terra? Questo libro fornisce le coordinate indispensabili per orientarsi nel labirinto delle fonti di energia - dal petrolio ai biocombustibili, dal solare al nucleare, dagli aspetti economici a quelli sociali - e cerca di delineare uno scenario energetico possibile per la nostra fragile e complessa civiltà. Due supplementi speciali in coda al libro "Dodici miti da sfatare" e "Forse non sapevi che" - riassumono i temi-chiave per chi vuole affrontare in modo responsabile il problema energetico."

Secondo noi: Un libro breve e certamente non esaustivo, ma che ha due punti di forza:

Il primo è l'accessibilità, difatti tutti gli argomenti sono trattati con un linguaggio semplice e con esempi efficaci.

L'altro è il rimando alle varie fonti del libro, non una vera e propria bibliografia, ma più una sorta di "link utili" per continuare la "navigazione" nell'argomento.

Una breve panoramica per chiunque voglia farsi un'idea sul problema dell'approvvigionamento energetico e le possibili soluzioni.

venerdì 17 ottobre 2008

Fare Verde Toscana contro l'olio fritto

In Italia si consumano annualmente circa 600-700 mila tonnellate di olio di oliva e circa 600-700 mila tonnellate di olio di semi per un totale di 1.400.000 mila tonnellate di oli vegetali. Attualmente l’unico recupero di olio alimentare esausto è effettuato presso grandi utilizzatori (ristoranti, fast food, mense, etc.) per circa 35.000 tonnellate/anno (dati 2007). Si è calcolato che circa 800.000 tonnellate annue di olio finiscono nell’ambiente attraverso le reti fognarie. L’olio vegetale esausto è un rifiuto che costituisce un grave pericolo se disperso nell’ambiente. L’olio disperso nel sottosuolo deposita un film sottilissimo attorno alle particelle di terra e forma così uno strato di sbarramento tra le particelle stesse, l’acqua e le radici capillari delle piante, impedendo l’assunzione delle sostanze nutritive. Se l’olio raggiunge la falda freatica, forma sopra di essa uno strato lentiforme con spessore 3-5 cm, che si sposta con la falda stessa verso la valle e può raggiungere pozzi di acqua potabile anche molto lontani, rendendoli inutilizzabili; infatti un litro di olio mescolato a un milione di litri d’acqua basta per alterare il gusto in limiti incompatibili con la potabilità. L’olio che raggiunge un qualsiasi specchio d’acqua superficiale, può andare a formare una sottile pellicola impermeabile che impedisce l’ossigenazione e compromette l’esistenza della flora e della fauna. Anche dove esistono impianti fognari adeguati, lo smaltimento di queste enormi quantità di residuo oleoso pregiudica il corretto funzionamento dei depuratori influenzando negativamente i trattamenti biologici rendendoli inoltre più costosi (la presenza di oli nei depuratori viene risolta nella fase preliminare del trattamento attraverso la realizzazione di appositi disoleatori basati sul principio della flottazione, per separare gli oli e i grassi che galleggiano nel liquame). L’olio disperso in mare forma un velo sottilissimo che impedisce la penetrazione in profondità dei raggi solari con evidenti danni all’ambiente marino.


I danni ambientali, riflettendo su tutti questi dati, risultano evidenti, ma salta subito all'occhio l'impatto ambientale del rifiuto oleoso domestico non gestito, pensando che anche solo 1 chilo di olio esausto copre una superficie di circa 1000 metri quadrati.


Tra le mura domestiche chiunque getta il proprio residuo di olio fritto negli scarichi incosapevole di recare un tale danno ambientale. Inconsapevole perche nessuno a livello istituzionale si è mai fatto carico di una vera e propria campagna di sensibilizzazione contro questo quotidiano uso.
Fare Verde nelle prossime settimane si attiverà materialmente nell'informazione dei cittadini sui danno dell'olio fritto e si impegnerà nella raccolta porta a porta dell'olio per consegnarlo in mani sicure, ovvero nei centri di smaltimento. Per far ciò però Fare verde ha bisogno della collaborazione dei cittadini che verranno contattati e che semplicemente dovranno travasare l'olio in un contenitore di plastica per e conservarlo finchè non passeremo a ritirarlo.


Il progetto partirà dal quartiere di Campo di Marte e verrà poi allargato a tutto il Comune di Firenze, nella speranza che siano poi gli stessi cittadini a attivarsi in prima persona per smaltire autonomamente l'olio presso i centri presenti in città.

mercoledì 12 marzo 2008

Fare Verde in Toscana

Toscana: fareverdetoscana@email.it

Grosseto

referente: Paolo Pontarelli

Lucca
referente: Sonia Pizzi

Siena
referente: Giancarlo Terzano