martedì 17 marzo 2009

“DECRESCITA E...” BIOEDILIZIA E RISPARMIO ENERGETICO

“DECRESCITA E...”
BIOEDILIZIA E RISPARMIO ENERGETICO

Giovedì 19 marzo
ore 21.00

Relatore
Elena Ciappi
Architetto e membro dell'Istituto Nazionale di Bioedilizia

Il tema della SOSTENIBILITA' è attualmente così dominante che spesso anche le persone più attente si trovano sconcertate dalla quantità di informazioni che i mezzi di comunicazione continuano a proporre e diventa difficile rispondere anche alla semplice domanda: “che cosa si può fare in concreto per migliorare la propria abitazione?”

Per un progetto di cambiamento proprio dello STILE DI VITA in vista di più ampi cambiamenti che la contemporaneità ci spinge ad affrontare, diventa necessario partire da DIMENSIONI PRATICABILI quali la persona, l'abitazione, il contesto abituale, e attraverso una riflessione attenta sul quotidiano, arrivare a vedere la CASA come il luogo delle scelte consapevoli, la PERSONA come soggetto attivo di comportamenti e risposte orientate al contenimento degli sprechi e dei consumi di ENERGIA, della produzione dei RIFIUTI, in altre parole a comprendere in modo realistico ciò che implica il concetto di ECOSOSTENIBILTA' in vista della conservazione della QUALITA' di VITA propria e delle future generazioni

In termini semplificati e accessibili, integrando una serie di competenze specifiche derivate dalla BIOARCHITETTURA, dai saperi tradizionali come dalle più recenti acquisizioni scientifiche e tecniche, si cercherà di offrire alcune indicazioni pratiche, non prive di intento critico nei confronti delle pressioni sempre più forti che una certa politica e il mercato stanno attuando, e da cui non conviene aspettarsi delle soluzioni.
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L'incontro si terrà presso il Circolo Andreoni, Via D'Orso 8, zona Coverciano, alle ore 21.


giovedì 12 marzo 2009

Piancastagnaio, si alla dismissione della pc2

Sembrerebbe giunto finalmente il momento per la dismissione della centrale pc2 a Piancastagnaio. L'annosa questione che si trascina ormai da anni sembra avviarsi ad una soluzione, che per inciso soddisfa a metà.

Se da un lato il via ai lavori porterà appunto alla suddetta dismissione nonché all'installazione di un abbattitore per le emissione di mercurio ed idrogeno solforato, ed alla costruzione della condotta interrata per il teleriscaldamento, dall'altro accetta i progetti per l'ampliamento (contestato da diverse associazioni) delle altre centrali.

Il problema relativo a tali centrali, contestate da associazioni di cittadini ed ambientaliste, è relativo all'inquinamento ed impoverimento delle falde acquifere della zona. In proposito sono stati condotti diversi studi, molti anche dalla regione ed altri soggetti istituzionali. Un'ultimo studio, commisionato dalla regione Toscana all'università di Siena ha prodotto risultati non definitivi e fortemente contestati, non solo dalle associazioni, ma anche da studi precedenti di altri esperti e, addirittura, da ricerche della stessa Enel e di tecnici della regione.


Si insinua il sospetto che interessi economici, soprattutto in un periodo di generale crisi della zona di Piancastagnaio, possano portare all'accettazione di progetti di ampliamento senza le dovute cautele. E' vero che bisogna ancora aspettare i risultate delle VIA, ma sappiamo bene (e le notizie degli ultimi giorni, nonché la prassi italiana costante ce lo confermano) che questo è uno strumento ancora molto debole e facilmente aggirabile se non ci sono controlli serrati da parte degli organi competenti.

Insomma, non vorremmo che il via alla dismissione fosse il primo passo di un do ut des, che ha come contropartita l'ampliamento, ai danni dell'ambiente e dei cittadini, dei restanti impianti, fortemente voluti da Enel tramite Green Power.


per approfondire:

mercoledì 11 marzo 2009

TAV Firenze - oltre 20 alberi tagliati

A pochi giorni dalla sentenza di condanna della Cavet per i danni causati durante la realizzazione della linea TAV Firenze-Bologna, ecco che il progetto continua fare danni.

Sono stati abbattuti infatti circa una ventina di alberi (Platani per lo più) che costeggivano la riva del Mugnone, zona interessata dai lavori per via di un sottroattraversamento della linea ferroviaria.
Questo è solo l'inizio dei danni preventivati che l'assurdo progetto della Tav porterà a Firenze. Se nonostanta la VIA e la VAS nel mugello è stato possibile arrecare danni all'ambiente per 750 milioni di euro non osiamo immaginare cosa possa accadere lungo le rive del torrente fiorentino. Ci auguriamo, se non un auspicabile ripensamento dell'intero progetto, quantomeno un controllo certo ed assiduo

Speriamo che non vi siano, inoltre, ulteriori abbattimenti di piante che oltre a contribuire al decoro urbano sono anche un piccolo polmone per una città che ha spesso visto superati i limiti di sostanze inquinanti presenti nell'aria.


E' inoltre da registrare che dall'inizio dei lavori fino ad oggi, il modus operandi dell'amministrazione non è mai cambiato: lasciare inascoltate tutte le richieste di cittadini ed associazioni e tirare dritto per la propria strada senza possibilità di appello. Speriamo che prima o poi qualcuno si degni di ascoltare chi poi è chiamato a votarli.


per approfondire:
(clicca sulle foto per ingrandire)

mercoledì 4 marzo 2009

Tav Mugello: concluso il primo grado

Da 3 mesi a 5 anni le condanne e 150 milioni di euro di risarcimento per il danno ambientale.

Sentenza insoddisfacente quella emessa ieri contro la Cavet a termine del processo per la Tav nel Mugello. Se da un lato è importante l’aver comminato sanzioni penali (che, per inciso qualora confermate in appello sarebbero per lo più condonate e quindi prive di effetti) a dimostrazione della gravità del danno arrecato, del tutto insufficienti sono le sanzioni. 150 milioni a fronte dei 750 richiesti dal Pubblico Ministero.
Questo perché i vertici Cavet sono stati riconosciuti colpevoli solo per lo smaltimento abusivo dei rifiuti del cantiere e non anche della distruzione o nel migliore dei casi dell’impoverimento del patrimonio idrico della zona interessata dai lavori.
I giudici hanno parlato di danni causati da imperizia o negligenza e non essendo previsto il reato di danneggiamento colposo non è possibile emettere condanna per tali fatti. Ancora aperto resta poi il filone relativo al furto d’acqua, per i quali i giudici hanno sollevato una questione di costituzionalità sulla quale dovrà pronunciarsi la Suprema Corte. Inoltre, come già annunciato, non solo la Cavet ricorrerà in appello (e gli avvocati difensori sono speranzosi di vedere i propri clienti prosciolti da ogni accusa), ma chiederanno anche la sospensione del pagamento in attesa del secondo grado di giudizio.Altra parentesi buia è la prescrizione di diversi reati durante il processo durato 5 anni (nemmeno troppi visti i tempi della giustizia italiana).

Il capitolo Tav tuttavia non è ancora chiuso, visto che i lavori prevedono nuovi scavi nella zona di Firenze con il progetto di un tunnel proprio sotto il letto del Mugnone. Si spera che almeno questa volta i controlli siano più efficaci e serrati. Anche se il vero augurio è quello che si possa arrivare ad un ripensamento dell’intero progetto con l’abbandono della linea sotterranea esclusiva per una linea di superficie promiscua.

All’uomo della strada però resta ancora una domanda: com’è possibile che accadano danni di tali dimensioni nonostante strumenti come la VIA e la VAS. Purtroppo la Valutazione di Impatto Ambientale nasce già come uno strumento depotenziato, perché anziché servire a valutare la fattibilità o meno di un progetto, prende in considerazione solo gli eventuali correttivi per l’approvazione dello stesso. Insomma una volta arrivati al VIA non è praticamente più possibile dire di no al progetto.

Altro punto da chiarire è perché le associazioni ed i cittadini in genere, restino sempre ai margini dei processi decisionali per opere di forte impatto sul territorio e sulle comunità circostanti? Una classe politica che fa della partecipazione diffusa una bandiera, dovrebbe quantomeno tradurla nei fatti.

Come ultima cosa speriamo che (qualora la richiesta di sospensione del pagamento non fosse accettata) i soggetti destinatari dei 150 milioni (ministero, regione, provincia ecc) utilizzino quei soldi per progetti di recupero delle zone interessate dal danno ambientale ed a sostegno delle comunità colpite.

Per il resto, restiamo in attesa dei prossimi sviluppi.
per approfondire:

lunedì 2 marzo 2009

il denaro "Sterco del demonio"


Titolo: il denaro "Sterco del demonio"

Autore: Massimo Fini
Quarta di copertina: Cos'è il denaro? Quando e perché è nato? Il denaro è una logica affascinante ma tremendamente insidiosa che ha finito per soggiogarci e determinare gli stili, i ritmi, la modalità e gli scopi della nostra vita, disegnando prospettive inquietanti.
Se dal punto di vista individuale il denaro è un credito, preso globalmente è un debito sempre più colossale che stiamo accumulando col futuro.
E' una scommessa continua su se stessa, cioè sul vuoto. Fino a quando potrà continuare il gioco?
Il libro di Massimo Fini è da un lato una storia del denaro rigorosamente documentata, dall'altro è un attacco radicale alla società contemporanea cui il denaro, col suo abnorme sviluppo, è insieme metafora e concretissimo strumento.

Secondo noi: Non è un libro che parli di ambiente o di ecologia, almeno non direttamente. Tuttavia è una riflessione importante sul nostro mondo moderno per diversi motivi. Primo fra tutti è la preveggenza di tale libro nel parlare già nel 2000 (prima edizione) di cose di cui negli anni ci siamo resi più conto, fino ad arrivare ad oggi, alle soglie di una crisi dagli effetti ancora poco immaginabili.

E poi perché affronta un tema che domina la nostra vita e che nei secoli ha cambiato il nostro approccio con la terra, che da fonte di sussistenza è diventata fonte di guadagno, stravolgendo in questo modo anche la nostra sensibilità ambientale. Se difatti prima del denaro la terra (ed il sudore) erano l'unico modo per sopravvivere, oggi non è altro che uno strumento per la speculazione di alcuni. Gli stessi che pur di guadagnare l'avvelenano con concimi chimici, la utilizzano per sotterarci rifiuti e scorie e via dicendo. I contadini conoscevano bene l'importanza della terra. Inquinare un terrena, voleva dire inquinarne i prodotti e di conseguenza chi di quei prodotti si nutriva.

Insomma, in un ottica di decrescita, benché solo lontanamente ne parli, questo è un libro sulla nostra vita, sull'ambiente e sulla società e su come tutte queste cose siano state inquinate dal denaro.

mercoledì 25 febbraio 2009

La scommessa della decrescita

Titolo: La scommessa della decrescita

Autore: Serge Latouche

info: € 16,00 - p. 215

Secondo noi: Le 8 "R" spiegate una per una, con un linguaggio non proprio immediato, in particolar modo in alcuni capitoli più strettamente economici, ma tuttosommato un libro intellegibile dai più.

Dopo Decolonizzare l'immaginario, uno dei libri cardine della produzione di Latouche sulla decrescita. Un difetto di questo libro è quello di affrontare ancora in maniera teorica la tematica della decrescita o, mi spiego meglio, di farla apparire come un qualcosa di distante dalla vita di tutti i giorni. Quasi come se solo governi e società in generale, siano in grado di attuare la decrescita.

Il ruolo dei singoli, per quanto limitato al campo ristretto delle comunità di appartenenza, è comunque importante ed affatto marginale rispetto a quello delle pubbliche amministrazione che, ben inteso, qualora recepissero ed attuassero il piano della Decrescita, avvicinirebbero significativamente il risultato di una nuova economia e di una nuova società.

lunedì 23 febbraio 2009

La decrescita felice

Titolo: La decrescita felice - La qualità della vita non dipende dal PIL

info: €12,00
Secondo noi: Se fino a qualche anno fa era difficile sentir parlare di Decrescita, oggi le pubblicazioni si sono moltiplicate ed il messaggio della Decrescita ha raggiunto una certa diffusione. Tuttavia molti di questi libri hanno ancora un linguaggio poco accessibile ai più. Ecco, uno dei pregi di questo libro è quello non solo di essere un testo scorrevole, ma anche piacevole. Ha un intercedere ironico, che non trascura nessun aspetto della tematica della Decrescita. Affronta sia i problemi quotidiani, che le grandi questioni economiche, portando esempi efficaci e subito comprensibili.

Un altro grande pregio di questo libro è quello di aver tirato un po' le fila del discorso. Dopo tanti manuali che poneva la Decrescita come problematica, arriviamo ad un testo che parla della "soluzione" Decrescita. Un libro che può lasciare un attimo perplesso il neofita alle prime prese con l'argomento, ma che una volta recepito il messaggio, si rende conto della vera portata della Decrescita.

Insomma per il periodo che ci aspetta "La Decrescita Felice" è una sorta di briefing che ci permette di affrontare la crisi, se non più preparati, quantomeno più consapevoli sul da farsi.

*Scarica gratuitamente l'audiolibro da Decrescitafelice.it